LA PASSIONE SECONDO MATTEO, IL NUOVO LIBRO DI PAOLO ZARDI

I romanzi e i racconti di Paolo Zardi hanno tutti un tratto comune: l’autore padovano, classe 1970, è uno dei migliori autori italiani in circolazione perché è capace di tratteggiare con perfezione storie ordinarie, estreme nella loro semplicità, cariche di banalità domestica; è un maestro nel pennellare vicende del tutto prive di epica, imbarazzanti nella loro normalità. E poi di colpo i testi di Zardi possono prendere due strade: o esplodono o implodono.

Ovvero: o deflagrano lanciando sangue e brandelli di carne e liquidi organici in ogni direzione, oppure crollano dall’interno, in una giostra di sentimenti e intenzioni.

 

Paolo Zardi

 

Il risultato, con effetti diversi, è sempre lo stesso: dalle macerie emerge sempre l’essere umano, come in una confessione, come per concessione o grazia.

Non fa eccezione La Passione secondo Matteo, edito ancora una volta da NEO, che presenta tanti dei temi cari a Zardi, come gli affetti familiari e il tradimento: Matteo, protagonista della storia, è in vacanza con la moglie e i due figli quando riceve una telefonata dal padre che gli chiede di incontrare la sorellastra e di raggiungerlo in una lontana cittadina dell’Ucraina. Matteo ha incontrato il padre solo tre volte nella sua vita, mentre la sorellastra la conosce appena, ne conserva un ricordo sbiadito e confuso.

La vita di Matteo, segnata dalla fede religiosa, dal suicidio della madre, dall’assenza del padre, fino al momento della telefonata è del tutto ordinaria: è l’esistenza di un ingegnere tutto dedito al lavoro e alla famiglia.

L’incontro con la sorella – che conduce una vita estemporanea, fatta di espedienti, orientata da ideali ma priva di riferimenti certi – e il viaggio verso il padre – un vecchio giornalista e intellettuale che ha attraversato con abilità sgusciante gli avvenimenti culturali e politici del Novecento  – diventano perciò un pretesto per mettere in scena una crisi (altro elemento tipico della narrativa di Zardi).

Dal microcosmo confortante della vacanza al mare Matteo attraversa mezza europa per raggiungere un luogo straniante, in cui l’assenza di numeri civici è segno potente dell’irreperibilità, della mancanza di importanza, del vuoto. Il viaggio di Matteo verso il padre è  una messa in discussione del sistema di valori di Matteo, uno scontro di prospettive e infine una frattura nella coscienza.

Zardi non fornisce una chiave di lettura, lascia al lettore una via psicanalitica e una religiosa per interpretare il rapporto tra Matteo e il padre e la sorella. Ciò che è in ballo è il senso ultimo del dolore, del senso di colpa, del sacrificio, del peccato, del dovere.

Tutti temi centrali nella tradizione cristiana: il romanzo richiama esplicitamente la Passione secondo Matteo, sacra composizione di Bach che mette in scena l’omonimo episodio evangelico: al centro dell’opera stanno la crocifissione di Cristo come momento cardine di rivelazione della prospettiva escatologica. La morte e il sacrificio di Cristo sono la via per una liberazione dalla colpa. Il protagonista del libro di Zardi attraversa una crisi etica profondissima: non tanto per l’abbandono della fede – sbiadita, di cui ha perduto da tempo  il fervore – quanto sul senso ultimo del bene e del male.

 

Paolo Zardi

L’Ucraina è il Golgota, ma allo stesso tempo è un non-luogo e una terra impersonale di esilio e rifugio per il padre di Matteo.

È qua, in un incrocio di incontri e di dubbi, che avviene l’implosione, il crollo del personaggio, la risoluzione del conflitto. Come sempre succede nei libri di Zardi, tra le rovine di un’esistenza impeccabile emerge una rivelazione, l’umanità che si perde e si ritrova, la vita per come è.

Il sacrificio che descrive Zardi non porta a nessuna resurrezione, ma a una liberazione sì.

Se pure il versetto “conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8, 32) ha un senso ben più profondo nella dottrina cristiana, è proprio con questa esperienza che si risolve l’opera di Zardi: affrontare la rabbia, il dolore e la sofferenza portano il protagonista a conoscere la verità, e dalla verità la liberazione.

 

Consigliato a quanti non conoscono ancora i libri di Zardi, consigliatissimo a chi aveva apprezzato i suoi racconti. Assolutamente d’obbligo per quanti ancora nutrivano dubbi sulla scrittura di questo autore.