TERRA GUASTA: ELIOT E LA STREET ART ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE

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Se pensate che un vecchio poeta del ‘900 non abbia niente a che fare con un gruppo di Writers, figure ambigue del panorama metropolitano, vi sbagliate di grosso: hanno molto in comune, di più di quanto possiate pensare. Mettere insieme T.S. Eliot e la Street art è sicuramente una scommessa audace, un obiettivo ardito. Ma noi di Riot Van siamo certi della sua riuscita.

La Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze, da sempre luogo della cultura classica, apre le sue porte a La terra guasta, una mostra patrocinata dal Comune di Firenze e dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Un progetto che fonde due diverse espressioni artistiche e due differenti mezzi di comunicazione, la parola e l’immagine, unite in una contaminazione reciproca.

Gli artisti presenti all’inaugurazione sono tanti e di grande talento, e alcuni di essi già vecchie conoscenze di Riot Van, come il gruppo Guerrilla Spam, da sempre esponente di una lotta non invasiva di espressione negli spazi urbani, ma anche Fone, Urto, frenopersciacalli e altri.

Abbiamo parlato con Raffaella Ganci, organizzatrice della mostra assieme a Roberto Pupi, che ci ha raccontato qualcosa in merito

Il progetto “La Terra Guasta” pone all’attenzione del visitatore il tema della terra “abusata”. In che modo un’arte di strada e il luogo culturale per eccellenza possono farlo?

Ti rispondo con una formula: Tempo + Spazio + Individuo = Memoria, che una biblioteca conserva sotto forma di libro. Percezione + Sensibilità + Immaginazione = Artista, creatore di opere d’arte. Ecco, se sommiamo Memoria e Artista otteniamo Attenzione, nei riguardi di un argomento in balia di una retorica eccessiva. Pace al principe Myškin, non sarà la Bellezza a salvare il mondo, lo salverà la nostra capacità di prestare attenzione, di metterci nei panni dell’altro: del bambino che attraversa il mare su un gommone, di una valle sventrata dall’alta velocità.

Così come la Biblioteca Nazionale rappresenta il luogo della cultura, Firenze lo è in diversa scala. Però è anche una città che spesso fa fatica ad aprirsi a espressioni artistiche e culturali non tradizionali. Cosa rappresenta questa mostra per la città?

Mi sembra che in questi ultimi tempi le iniziative che cercano di attirare l’attenzione verso l’arte di strada non manchino. Per fare degli esempi, la recente performance degli Street Artist alla Polveriera, con pittata dal vivo di opere destinate alla Tattoo Convention 2015; la mostra che in questi giorni si può visitare allo ZAP, Firenze can i paint it? Con l’ebook inchiesta sulla street art distribuito gratuitamente online; e quella che non vedo l’ora di scoprire e fa riflettere di più, Inseminazione Artistica, la mostra disobbediente, organizzata da Progeas Family in giro per la città. Questa mostra [Terra Guasta], dato il luogo in cui si svolge, si prefigge di raggiungere un pubblico che oltrepassi la fascia di età 24-35 anni, quella di solito più coinvolto in questo tipo di eventi. Quindi mi auguro che l’accoglienza riservata dalla Biblioteca Nazionale alla Street Art abbatta anche a Firenze le barriere stereotipe e preconcette nei riguardi di questo tipo di arte.

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In che modo un evento come questo può essere importante per l’aspetto culturale?

Lo sarà nella misura in cui ciascuno vorrà riflettere su questo apparente strano connubio Eliot-Arte di Strada. Il presente mantiene un dialogo costante con il passato, a volte a sua insaputa. Quello che mi piacerebbe passasse attraverso questa mostra è l’importanza dello sviluppo del pensiero critico. La Terra Guasta e la Street Art con i loro messaggi ‘forti’ si incontrano nella Biblioteca, laddove il pensiero critico si forma a partire dal segno, che è parola, che è immagine.

Quali sono, se esistono, le difficoltà maggiori nell’organizzare un tale evento con due partecipanti così differenti tra loro?

Le difficoltà sono state altre, non certo presentare Eliot alla Street Art e viceversa. Tutti gli artisti interpellati si sono dimostrati entusiasti. Non tutti alla fine hanno aderito, ma non a causa di Mr. T.S. Eliot, per motivi vari, coincidenza con altre mostre, etc. La difficoltà principale è stata quella di trovare chi finanziasse il progetto. Il progetto si attuerà grazie a collaborazioni e prestazioni d’opera gratuite provenienti da Firenze da l’azienda Sicos, da Palermo da La Pathos, da Milano dalla Frame25. Tutto il resto è finanziato dal basso.

Come viene sviluppato il tema Terra all’interno della mostra?

Ad ogni Artista ho assegnato dei versi a cui ispirarsi, il poemetto di Eliot è già di per sé diviso in “quadri”, è un poem collage. Alcuni hanno colto il lato più poetico, altri hanno attualizzato. Mancheranno solo alcuni versi che avevo assegnato agli artisti assenti. Non li ho dati a nessun altro, perché ogni verso è un dono a quell’artista che, secondo il mio modo di vedere, può interpretarlo. Solo in un caso c’è stata una deroga, l’artista, mi sono resa conto, mancava di sensibilità, quindi niente regalo. Insomma, venite alla mostra e vi farete un’idea, se vi dico tutto…

La mostra inizierà sabato 21 novembre, e sarà possibile visitarla sino al 5 dicembre, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Piazza dei Cavalleggeri 1.

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