MAPS!: SALOTTI URBANI, RICORDI, IMMAGINAZIONE

Maps – Salotti Urbani

La prima volta che i ragazzi di inQuanto Teatro ci hanno parlato del progetto MAPS, l’idea ci ha incuriosito subito: salotti in piazza, incontri di persone, nuove e vecchie mappe della città, racconti, ricordi, ipotesi. Entusiasti del fatto che il progetto sia stato finanziato ed inserito nel programma dell’Estate Fiorentina 2015, abbiamo fatto un altra chiacchierata con inQuanto Teatro, con la speranza che la nostra curiosità possa essere contagiosa.

 

Nell’era dei social network, di Youtube e di Google Maps, il progetto Maps sembra andare in direzione opposta: mappe “analogiche”, incontri tra persone, percorsi in città e allestimenti reali. Da quale esigenza nasce e quale obiettivi si pone il progetto?

“Le mappe sono troppo importanti per essere lasciate solo ai cartografi” diceva il cartografo John Brian Harley. Oggi possiamo dire: le mappe sono troppo importanti per essere lasciate a un’applicazione. In un qualsiasi posto che non conosciamo tutti usiamo Google Maps, o Waze, o simili. Sono una risorsa fondamentale, eppure, atlanti e carte geografiche continuano a esercitare un richiamo forte su chi si trova a sfogliarne le pagine ingiallite. Avere in mano una mappa non permette solo di pianificare un viaggio, permette di iniziarlo subito. Le mappe di carta, così grandi e poco pratiche, criptiche nelle loro indicazioni, in qualche modo obsolete, a volte anche un po’ ridicole per i toni pastello delle loro forme, forniscono al lettore molte più informazioni di quelle che contengono. Suggeriscono associazioni d’idee e ricordi, lasciano immaginare incontri, richiamano punti di vista differenti. Per questo abbiamo deciso di creare MAPS: uno strumento per attivare la memoria e l’immaginazione e iniziare una riflessione il più possibile condivisa sulla nostra città. Chiediamo al pubblico di guardare le rappresentazioni cartografiche di Firenze e di correggerle insieme a noi, facendo ricorso ai ricordi, a notizie, racconti, ipotesi. Ci interessa ricostruire una parte della città che non c’è più, quella che sta cambiando, quella che ancora rimane ma forse ha perso il nome e la funzione che aveva.

In che modo il legame con il territorio e con i ricordi può influenzare il nostro vivere?

Lo spazio pubblico si diversifica da quello privato perché è lo spazio delle possibilità. Non presuppone una sola finalità, un solo modo d’essere usato, un solo tipo di fruitore. Questa ricchezza di varianti non è scontata, anzi, continuamente subisce una forma di erosione da parte dell’abitudine, dei regolamenti, della smemoratezza degli utilizzatori. Condividere la memoria su uno spazio contrasta quest’erosione, fornisce immagini, esempi e alternative a chi lo abita. Certo, non sempre si tratta di suggerimenti utili nella vita quotidiana, però si tratta d’immagini capaci di approfondire la comprensione del territorio, il senso di appartenenza, ma anche la percezione del suo dinamismo, stimolando la voglia di prendere parte al suo cambiamento.

Nella descrizione del progetto avete scritto che il vostro scopo è “che ognuno possa condividere il proprio punto di vista sulla città, i ricordi sulle sue trasformazioni, le ipotesi sul passato più lontano, immaginando un rapporto più stretto con la natura, cercando stimoli e sollecitazioni anche sulla Firenze futura”. Un panorama ampio e variegato di punti di vista è sempre una risorsa, ma in che modo risolvere e oltrepassare quelli contrastanti? Una ricerca delle giuste domande, più che delle giuste risposte?

Quello che vogliamo mettere in evidenza non è lo spazio del rimpianto, una Firenze ferma nel ricordo. Cerchiamo lo spazio della trasformazione, una città piena di possibilità, fatta di versioni contrastanti. Proprio per questo non cerchiamo di stabilire la verità storica, o una versione univoca della “Firenze com’era”. Accogliamo tutte le indicazioni, anche le più anomale. Il risultato di questo processo lo offriremo dal 22 al 24 e dal 29 al 31 luglio. Lo faremo con una performance, nella forma di una visita guidata tra alcuni luoghi della città. In quell’occasione cercheremo di mantenere intatta questa varietà, presentando allo spettatore suggestioni diverse su Firenze. Sarà una sorta di viaggio nel tempo, in cui il timoniere non sa dove andare e sbanda continuamente.

Particolare del salotto di Maps

Per la parte dell’allestimento, vi avvarrete invece della collaborazione di TAF – Trova, Allestisce, Fotografa. Come è nata la collaborazione?

inQuanto teatro è un gruppo di giovani professionisti del teatro che realizza i suoi progetti perlopiù… fuori dai teatri. In questo programmatico sconfinamento abbiamo incontrato lo Studio Taf. Nel 2013, col progetto “Firenze Firenze” (che può essere considerato l’antenato di “Maps”) avevamo organizzato un certo numero di eventi gratuiti in città, con istallazioni, rinfreschi, musica dal vivo, per stimolare i cittadini a dare delle definizioni su Firenze tramite formulari e brevi video-interviste. In questi allestimenti avevamo accolto una selezione di opere della fotografa Susanna Stigler, di Taf, foto che mostrano un lato nascosto della città, da un punto di vista singolare e inatteso. È stata l’occasione per far incontrare due lavori diversi nati da un’attenzione comune. Da allora ci siamo incontrati spesso, affacciandosi gli uni nel lavoro degli altri. Che si trattasse per noi di attraversare i set urbani allestiti da Taf o per loro di partecipare alle nostre performance, nei teatri o più spesso fuori, ci siamo conosciuti sempre meglio. Con Maps è la prima occasione per rendere la collaborazione più stretta, condividendo il progetto nelle sue fasi di discussione, preparazione e attuazione.

Qualche anticipazione sulla natura degli allestimenti? Cosa dobbiamo aspettarci?

Il lavoro di TAF si prolunga in entrambe le fasi del progetto. Per la prima, “Salotti urbani”, ha realizzato gli accoglienti salotti che trasporteremo, di giorno in giorno, dal 24 al 30 giugno, in diversi parchi di Firenze: due poltroncine, un tavolo con tè e biscotti, un soffice tappeto. Sarà questa la location delle “conversazioni” con cui intendiamo raccogliere i dati, i ricordi e i racconti dei cittadini. Nella fase successiva verranno realizzate le semplici scenografie che posizioneremo in città, in occasione delle visite guidate. Saranno gli elementi più significativi dei racconti raccolti a fornire lo spunto per questi interventi. Il nostro obiettivo è giocare con la concretezza dei ricordi, lasciare che le immagini facciano capolino tra i profili degli edifici attuali, insistere, ancora una volta, sul persistere di possibilità diverse, varianti che la storia non ha definitivamente scartato, ma solo messo da parte, magari per riutilizzarle in seguito. Un gregge in via di Novoli? Un casino di caccia in piazza Signoria? Un lupo sulla tranvia? Al momento ignoriamo quali saranno i ricordi, le ipotesi e i racconti che daranno forma concreta al nostro progetto. L’unico modo per conoscerli è iniziare a parlare, farsi coinvolgere, ascoltare: coi nostri salotti, da mercoledì.

Vi lasciamo con il calendario delle date previste:

24 giugno: Parco Delle Cascine Firenze P.le Kennedy

25 giugno: Giardino Dell’ArteCulturaVia V. Emanuele II 4

26 giugno: LIGHT – Il Giardino di Marte viale M. Fanti 8

27 giugno: Easy Living Terrazza di Piazza Poggi

28 giugno: Giardino di Piazza delle Medaglie d’oro via Baracca

29 giugno: ØFF Bar ● Lago dei Cigni Giardini della Fortezza da Basso Viale F. Strozzi

30 giugno: Parco dell’ Anconella Via di Villamagna 39\d

INGRESSO LIBERO