CALABRIA ABBANDONATA PT2 | #LUOGHIAPERDERE

Questa rubrica, a cura del blogger bastaunosparo, si inserisce nel tema luoghiaperdere, affrontato sull’edizione cartacea di Riot Van #17

Calabria abbandonata - a bova RC

 

Le comunità etniche radicate sul territorio italiano

Ho affrontato il viaggio in Calabria percorrendo la strada statale Ionica da Melito di Portosalvo (RC) fino a Rocca Imperiale (CS), ovvero dal punto più a sud della regione fino al confine nord con la Basilicata. Attraverso la statale è possibile imboccare le molte strade che si lasciano alle spalle il mare per raggiungere le zone montuose. Ho usato queste strade per raggiungere i paesi che ho visitato che si trovavano nelle zone più interne e isolate. Ho incontrato una grande quantità di culture stratificate nel territorio.

 

Stilo (RC) è il paese natale di Tommaso Campanella (1568-1639), filosofo naturalista, più volte processato come eretico per le sue opere e in seguito rinchiuso per 27 anni a Napoli per aver tentato una sollevazione contro la dominazione spagnola. Fu autore anche de La città del Sole, opera a carattere utopico in cui si delinea una visione collettivista della società. A Stilo si trova la Cattolica, una chiesa bizantina in perfetto stato di conservazione, datata attorno al IX secolo. Testimone della dominazione turca, la chiesa è considerata Patrimonio dell’umanità UNESCO.

 

A Bivongi (RC), poco oltre, c’è il monastero Ortodosso di San Giovanni Theristis, tutt’ora tenuto da frati ortodossi della diocesi romena.

Spostandosi nella costa, nel parco archeologico diScolacium, a Roccelletta di Borgia (CZ), si trovano testimonianze di tre civiltà: greci, romani e normanni. Uno degli esempi maggiori è rappresentato dalle imponenti rovine (più di 70 mt.) della basilica di Santa Maria della Roccella (X sec.) di costruzione normanna. Un altro è il teatro romano (I sec. a.c.) la cui posizione spezza le geometrie della trama urbana per allineare la scena alla linea costiera. Il teatro è stato costruito sfruttando la conformazione collinare del luogo, rappresentando così un esempio di influenza dell’architettura greca su quella romana.

 

Tra i ruderi di pietra di Bruzzano superiore (RC) spicca un arco di trionfo del 1600 circa, intonacato in bianco, sul quale resistono fregi e dipinti. Di questo si sa che è stato edificato per i Carafa, signori della città a partire proprio dal XVII secolo, ma si ignora il motivo o l’evento che ne ha ispirato la costruzione.

 

Da sud a nord si passa dai paesi della Bovesìa, di area ellenofona, a quelli Arbëreshë, italo-albanesi. Quest’ultimi sono situati per lo più sui monti del Pollino. Dal XV secolo una porzione geografica situata tra Basilicata e Calabria è abitata da una popolazione di lingua, cultura e religione Albanese, comprendente 30 comuni. Si stima che, in tutta Italia, vi siano circa 100.000 persone riconducibili a questa etnia.

Dal 1999 la lingua Arbëreshë è tutelata dallo stato italiano che ne ha consentito l’insegnamento presso la scuola dell’obbligo.

 

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