LIBRI DA SPIAGGIA UN CAZZO. CONSIGLI PER RIBALTARE LA SDRAIO

Torna anche quest’anno Libri da spiaggia un cazzo, la rubrica che consiglia i libri da leggere quest’estate, suggeriti senza nessun criterio tematico o temporale: testi accomunati dal fatto di essere tanto belli quanto inadatti alla tintarella estiva. Nuove uscite, classici o perle rare, comunque tutta roba da far ribaltare le sdraio.

 

Leggere in spiaggia è da tipi tostissimi

Leggere in spiaggia è da tipi tostissimi

 

Daniele Pasquini vi consiglia:

 

WuMing2Il sentiero degli dei (Ediciclo)

A metà tra il romanzo e la guida di viaggio, tra il saggio e il diario, WM2 cammina lungo la “Via degli Dei”. Trattasi di un percorso che unisce Bologna a Firenze, attraversando l’appennino Tosco-Emiliano: accanto alla Variante di Valico o al tunnel dell’Alta Velocità, solo che per muoversi da una città all’altra anziché mezz’ora servono cinque giorni di cammino. Un racconto di strada ma anche un’inchiesta cruda sul dissesto del nostro territorio, sulle lotte partigiane, sugli scandali e le morti provocate dalla costruzione delle grandi opere. Come recita l’epigrafe: “ogni atto sul territorio è un atto politico”. Camminerò su quei sentieri nei giorni di Ferragosto, col deliberato scopo di concedermi la lentezza.

 

Alessandro RaveggiIl Grande Regno dell’emergenza (Liberaria)

Il fiorentino Raveggi scrive racconti e poesie, è sceneggiatore, critico, accademico, organizzatore di festival e curatore di antologie e riviste: in questo volume l’autore propone una selezione di propri racconti, scritti tra il 2009 e il 2015. Catastrofi familiari, personali, lavorative, in alcuni casi catastrofi naturali. Quella di Raveggi è una scrittura ricca, talvolta strabordante, letteraria ma mai ostica; con questo linguaggio sono costruite storie (che Luca Ricci in prefazione definisce “romanzi dentro stampi di racconto”) che corrono tra Città del Messico e la Toscana. Da menzionare obbligatoriamente, visto il titolo di questa rubrica, il racconto Romanzo da spiaggia: pubblicato a puntate sul Corriere Fiorentino, trattasi di straniante e anomala e potente vicenda sentimentale in riva d’Arno. Consigliatissimo il racconto d’apertura, I nostri oggetti paterni, in cui Raveggi torna a raccontare l’umano attraverso il bestiario; tornano gli animali a presidiare le pagine di Qualcosa nell’oscurità, racconto messicano di amore e politica, ma soprattutto di “simbiosi e regressione”.

 

Enrico BrizziIl matrimonio di mio fratello (Mondadori)

L’autore bolognese, noto per essere quello di Jack Frusciante, vent’anni dopo il folgorante esordio continua a pubblicare tantissimo. Benedetto e condannato dal proprio passato, fatica a ritrovare le attenzioni di un tempo: dopo le opere giovanili, la più recente produzione brizziana è fatta di romanzi storici, ucronici, racconti di viaggio, saghe sportive. Il matrimonio di mio fratello è in realtà un lavoro ambizioso: trattasi di grande romanzo familiare, vicissitudini umane ma anche sociali e politiche del nostro paese, amori e irresponsabilità. La leggerezza della prosa di Brizzi può tracimare nel nazional-popolare, ma essendo un tomo di 500 pagine resta comunque un oggetto tanto monumentale quanto inadatto da sfogliare distesi sulla sabbia. Perciò assolutamente consigliato.

 

Ilaria Giannini e Federico Di VitaI treni non esplodono (Piano B Edizioni)

Il 29 giugno del 2009 a Viareggio, cittadina toscana sul mare celebre per il carnevale e come meta estiva, è avvenuta la più grave strage ferroviaria della storia italiana. Un disastro che ha provocato la morte di 32 persone (una in più che nel naufragio della Costa Concordia: ma quanto silenzio). In questo volume fondamentale i due autori hanno raccolto le testimonianze dei familiari, di chi era presente la notte in cui deragliò un terno che trasportava cisterne di Gpl. Di chi ha prestato soccorso, di chi ha perso amici, di chi ha lottato con le ustioni, di chi lavorava sulle ambulanze, di chi ha studiato i corpi nell’obitorio. Voci riproposte in prima persona, senza filtro, cariche di dolore ma anche di rabbia, di voglia di giustizia, di incazzatura senza limite.
Non vi sono ancora colpevoli per questa strage anche se il ruolo delle Ferrovie è chiaro: che il processo cada in prescrizione o che si risolva con una condanna, non può essere negata la responsabilità morale. Un libro che lascia indignati mentre mostra la dignità degli uomini e delle donne di Viareggio.

 

Georgi GospodinovFisica della malinconia (voland)

Ho letto questo libro lo scorso giugno e ho scoperto un’opera pazza e pazzesca. Un testo frammentario e labirintico, la storia di un bambino malato di empatia che diventa uomo. Un romanzo lacerato, tenuto insieme dal mito del Minotauro e dalla prosa fenomenale e sregolata dell’autore bulgaro. Se sotto l’ombrellone siete alla ricerca di una trama facile e appassionante statene alla larga; se cercate un libro fenomenale, profondo e funambolico, lo avete trovato.

 

Chi legge ebook in spiaggia può confermare che difficilmente entra la sabbia tra le pagine

Chi legge ebook in spiaggia può confermare che difficilmente entra la sabbia tra le pagine

 

Salvatore Cherchi vi consiglia:

 

Aldo NoveAmore mio infinito (Einaudi)

È la storia di Matteo, classe 1972, laureato, impiegato in una ditta nel settore dell’arredamento enogastronomico. Ma questo è secondario. Matteo ha quattro cose da dirci della sua vita e sono legate alle quattro stagioni di crescita: l’infanzia, la pubertà, l’adolescenza e la maturità, non raccontate dall’analitico ventottenne che si presenta nel prologo. Il punto focale del narratore è sempre interno al “Matteo che narra”, e modula il linguaggio sulla base di questo. Quello che ne vien fuori è un febbricitante viaggio nella mente di un bambino ora, di un adolescente poi e di un ragazzo quasi maturo alla fine. Una sorta di pastiche linguistico, come l’ha definito la critica. L’educazione sentimentale di Matteo, scandita da nostalgici rimandi alla vita di provincia, agli anni ’80, la pubblicità, le mode e la musica. E l’amore, l’imbarazzo e la paura naturalmente, infiniti.

 

Haruki MurakamiL’arte di correre (Einaudi)

Per quanto ci piaccia pensare l’opposto, scrivere è una questione di metodo, tanto quanto correre. A trent’anni suonati, dopo aver pubblicato il primo libro e avviatosi alla stesura del secondo, Murakami decide che è ora di smetterla di star seduto dieci ore al giorno a fumare tre pacchetti di sigarette. E inizia a correre. E non si ferma più. L’arte di correre è un leggero saggio autobiografico, un diario, in cui lo scrittore ci parla del suo rapporto con la corsa e la scrittura e di come l’attività fisica sia correlata a quella mentale, almeno per lui. Nessuna tabella di marcia da seguire, nessun consiglio concreto su come essere più produttivi. Solo sincero amore verso la pratica della corsa e della scrittura, perché scrivere un romanzo è come affrontare una maratona: si ha successo solo se ci si prepara. Determinazione, disciplina e consapevolezza dei propri limiti e potenzialità. Forse non il miglior libro da leggere nell’ozio delle vacanze, ma appena rientrate apritelo e chi sa non venga voglia di correre anche a voi.

 

Tim ParksDi che cosa parliamo quando parliamo di libri (Utet)

Perché scriviamo libri? Perché li leggiamo? E perché ci sentiamo in dovere di leggere gli autori di cui tutti parlano? Il premio Nobel per la letteratura ha ancora senso? È un bene per la letteratura farsi sempre più internazionale? Che valore hanno le traduzioni? Perché molte persone disprezzano gli e-book? Queste e mille altre domande vi sarete forse posti se avete avuto a che fare col mondo dei libri, perché li leggete, perché li scrivete, perché ci lavorate, perché vi piacciono. In questo saggio lo scrittore e traduttore Tim Parks prova, più che a rispondere in maniera esaustiva, a farci riflettere su questi e altri temi che caratterizzano il mercato dei libri, dai premi alle presentazioni alle fiere alle scelte di editori alle posizioni dei critici e, non ultimo, al valore che il lettore ha nei confronti di tutto questo. Un saggio intelligente e provocatorio. Non leggero, ma potrebbe essere un buon argomento contro le chiacchiere estive intorno alle serie tv.

 

Nicola LagioiaLa ferocia (Einaudi)

Vincitore del premio strega 2015, questo libro si porta dietro tutto il peso e la gloria che una tale gratificazione può dare. C’è chi l’ha osannato, c’è chi l’ha ampiamente criticato. A me è piaciuto, tanto. Mi sono fatto trascinare nel vortice di questa storia feroce e intensa. Mi sono fatto ipnotizzare dalla violenza che circonda il personaggio di Clara, dall’ineffabile Michele, dalla gloriosa decadenza della loro famiglia dentro un mondo crudo e pragmatico. Un mondo che certo non è per forza il “nostro”, a differenza di quanto ci suggerisce il retro di copertina. Una scrittura che certo non è “limpida e potente”, come ci suggerisce la quarta di copertina. Ma è un libro che resta dentro, che lascia un segno, e a distanza di mesi dalla lettura ancora penso a quella famiglia, a quei personaggi. A Bari. A Clara.

 

Un classico: Nicole Minetti legge 50 sfumature di grigio

Un classico: Nicole Minetti legge 50 sfumature di grigio

 

Mattia Rutilensi vi consiglia

 

Giorgio FontanaMorte di un uomo felice (Sellerio)

Cosa dobbiamo aspettarci da questo libro? Non un finale a sorpresa, svelato fin dal titolo. Non un’ambientazione in luoghi e tempi lontani: la storia si svolge a Milano nei primissimi anni 80. Ciò che ci colpisce è invece l’inaspettato: il candore e l’impegno di Giacomo Colnaghi, magistrato che segue casi di terrorismo, che si mette in testa di cercare un dialogo con gli attentatori. In quest’estate che ha già visto così tanto sangue, il libro ideale per (ri)scoprire un passato che ancora troppo ci somiglia.

 

Michele MariCento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi)

Un libro di poesia in spiaggia, ma sei pazzo a consigliarlo? Di solito darei ragione a quest’obiezione ma il caso di Mari è diverso. La raccolta copre l’intera durata della storia d’amore, mai iniziata davvero (e perciò mai finita?), tra il poeta e una ragazza, poi donna, che sarà sempre sua amante, senza mai legarsi in modo stabile. Un libro allo stesso tempo romantico e intelligente, citazionista e ironico, che racconta i voli dell’amore mantenendo sempre i piedi per terra.

 

Edward St AubynI Melrose (Neri Pozza)

Una saga monumentale, cinque libri, (in Italia pubblicati in due volumi) che raccolgono le vicende della famiglia Melrose, alta borghesia inglese, incentrati sul punto di vista del figlio Patrick. Un’epica familiare di violenze e ipocrisie dell’alta società: un ambiente da cui il protagonista prova continuamente a scappare, rifugiandosi anche nella droga (memorabili le pagine dell’overdose a New York), ma con cui alla fine dovrà fare i conti. Basati sulla vita reale dell’autore, questi romanzi vi faranno rabbrividire (o esaltare) per il loro cinismo, ridere fino alle lacrime per l’ironia tagliente e infine commuovere per gli sforzi di Patrick di rimettere in piedi la sua vita. A mio parere uno dei libri più belli degli ultimi cinque anni.

 

Dave EggersIl Cerchio (Mondadori)

Questo libro non è il 1984 del nuovo millennio, è un’accusa peggiore. Il Cerchio è un’azienda tecnologica che fornisce servizi di social network e comunicazione ai suoi iscritti, potrebbe essere Google o Facebook. La protagonista è Mae, una giovane impiegata assunta da poco dalla società, e dalla sua prospettiva seguiremo un progetto tecnologico che, da perfetto sistema di comunicazione globale passa ad un inquietante desiderio di controllo totalitario sul mondo da parte dei dirigenti del Cerchio. Quanto possiamo fidarci dei giganti della Silicon Valley? È giusto rinunciare alla privacy in cambio di più sicurezza? Quanta parte ha ognuno di noi nel processo di interconnessione del mondo? Il Cerchio è un libro sulle follie del nostro tempo, sull’ossessione per i numeri e la volontà di tenere sotto controllo il mondo intero. Dopo averlo letto ci penserete due volte prima di postare una foto dei piedi al mare.