LA PROMESSA DEI MINISTRI. SABATO 16 APRILE LA BAND TORNA LIVE A FIRENZE

A distanza di pochi mesi dall’ultima apparizione, dopo il concerto dello scorso 27 novembre, i Ministri tornano a suonare a Firenze.

 

I-Ministri

 

Più che una seconda data del tour, una promessa mantenuta. Perché la serata dell’Obi Hall (aperta magnificamente dal Pan del Diavolo e dalla furia dei Fast Animals and Slow Kids) aveva rischiato di saltare per un forfait del batterista Michele Esposito. La data fu confermata con una formazione rimaneggiata e se anche lo spettacolo fu decisamente all’altezza: brani in versione semi-acustica e la proposta di pezzi raramente in scaletta avevano contribuito a rendere la serata di novembre un successo contro ogni aspettativa.

Ma la band lombarda ha comunque deciso di tornare a Firenze, stavolta alla Flog, stavolta al completo, per proporre al meglio i brani del loro ultimo disco: Cultura Generale.

L’album era uscito lo scorso inverno, prodotto dallo statunitense Gordon Raphael (lo stesso degli Strokes) e registrato in presa diretta a Berlino negli studi della Funkhaus, ex storica sede della radio pubblica della DDR. Un disco potente, lanciato dal brano Estate povera a cui ha da poco fatto seguito il nuovo singolo, Io sono fatto di neve.

 

 

 

Il video è stato girato a Torino, all’Ex-Moi. Palazzine del villaggio olimpico costruito nel 2006 e poi abbandonate, lì è sorta un’occupazione da parte di uomini e donne provenienti da tutta l’Africa. Migranti, persone in fuga dalla Libia, sostenute da comitati di solidarietà.

Così Federico Dragogna su Facebook:

«Questa è la storia di una giornata incredibile in un villaggio olimpico abbandonato e successivamente occupato tre anni fa da circa 1100 migranti. È la storia di gente che prova a vivere, nonostante tutto, in una situazione di fragilità devastante. È la storia di gente che ha attraversato un deserto e un mare per cercare una vita migliore e che ci ha ospitato per un giorno per farci vedere come funziona la loro nuova vita. Molti di noi hanno paura di loro, molti di loro hanno paura di noi. Cerchiamo di fare un passo avanti, dato che siamo meno stanchi e con molti ma molti meno problemi di loro»

Quella dei Ministri non è propriamente musica politica, non vi è né la retorica né l’intenzionalità del combat rock, ma i testi della band sono da sempre cariche di impegno civico. Solo pensando al loro secondo fortunatissimo album, possiamo citare il grido di Tempi bui (che chiaramente rievoca Brecht), le lucide e disperate analisi sulla società italiana (“Ci meritiamo le stragi / altro che Alberto Sordi”, da Il bel canto), l’anti-inno ispirato da Briatore, l’intervento esplicito contro la base NATO di Vicenza.

 

Una delle poche band italiane che non solo propongono un rock energico di alto livello, col distorsore a manetta e ritmiche sparate, ma anche testi importanti, che meritano più di un ascolto. Dopo il mezzo passo falso del terzo disco, Fuori (2010), la netta ripresa con Un passato migliore (2013), il trio milanese con Cultura generale torna a far pogare Firenze.

Ci vediamo sotto il palco.