IL GRANDE FLOP DI CECCO & CIPO: UN’INTERVISTA

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Sabato 19 marzo, il duo empolese tornerà a suonare dal vivo in città, all’Auditorium Flog (ad aprire il concerto ci saranno quelle teste matte dei Camillas).
A pochi giorni dall’uscita del nuovo album di Cecco&Cipo, “Flop”, abbiamo riparlato con loro per capire cosa è cambiato…

 

Cecco e Cipo tour - foto di Niko Giovanni Coniglio

 

Ci siamo incontrati qualche anno fa per il nostro Story Telling. Poco dopo è stata la volta di X Factor. Da allora sono cambiate tante cose: come state oggi? Tutto bene a casa? Siete diventati grandi? La maschera di maiale è sempre intatta?

Eh eh, sì, sono cambiate un po’ di cose. Diciamo che in questo arco di tempo abbiamo fatto un sacco di cose, ma per fortuna siamo rimasti gli stessi. In questo percorso stiamo crescendo insieme alla nostra etichetta, “Labella”, e al nostro staff, che gestisce la parte promozionale e il tour. Stiamo bene, lavoriamo molto, fortunatamente, per ora.

A casa tutto bene, quando ci si torna si mangia sempre bene e ci vogliono bene.

Se siamo diventati grandi? Mà, boh, ci sentiamo ancora un po’ marmocchi, ma con un po’ più di peli, cioè Cecco, Cipo ancora niente barba.

La maschera di maiale è il nostro simbolo, via via ritorna, e a volte ce la portiamo per i concerti, anche se la usiamo molto meno, ma c’è, e ci sarà sempre, siamo fedeli al porco.

 

Ci fa molto piacere vedervi così indaffarati. Voi, come gli Street Clerks e altri gruppi amici di Riot Van, ci rendete onore continuando a proporre buona musica. Ma quanto è difficile cercare di affermarsi?

Ma grazie a voi che credete nei giovani, ci avete dato uno spazio enorme fin dall’ inizio, e siamo noi quelli onorati. Affermarsi è difficile, come saprai, poi noi veniamo da un percorso molto particolare, diciamo “un caso”. L’ anno scorso abbiamo veramente suonato molto, sempre davanti a un sacco di gente. Quest’anno disco nuovo, tour nuovo, adesso dobbiamo vedere chi veramente si è affezionato a noi e non solo alla canzone della vacca, perché noi non siamo solo quello, ma per fortuna di questo pare che la gente se ne sia accorta.

Le vetrine sono poche, i posti sono pochi, i mezzi sono tanti, ma è una melma, riuscire a emergere tra i tanti è davvero difficile. I Talent in realtà, anche se noi ci siamo passati, siamo consapevoli che non sempre aiutano, anzi, diciamo che se sfruttati bene possono darti molto, ma non sono per tutti, credo che la formula segreta sia il suonare, suonare davvero il più possibile e crescere con il tuo pubblico, anche se è già difficile farsi notare da un pubblico. Insomma diciamo che non ti so dare una risposta proprio esauriente. Prossima domanda.

 

Quanto è importante il lavoro della vostra casa discografica Labella? E’ una maestra, una mamma, o una fidanzata?

Diciamo che fin da sempre lavoriamo con Matteo Guasti. La Labella sì, è una sorta di mamma/babbo, con il quale stiamo veramente crescendo insieme, e tutti stiamo provando esperienze nuove sulla pelle, ci piace lavorare in questo modo, senza pressioni o comunque non manipolati da major. Abbiamo modo di esprimerci di più per quello che siamo realmente.

Io ho nostalgia di una melodia, di cantare le canzoni sulla spiaggia o in una fattoria”, Nostalgia, Flop, Cecco e Cipo

 

Avete fatto una marea di live durante questo anno, tanto da esser premiati al MEI. Continuate a divertirvi sempre allo stesso modo, come quando vi spostavate in due (con uno strano strumento da agganciare sulla schiena)?

Ahah, sì, finalmente dopo X-Factor potevamo sfogarci nel suonare il più possibile in giro. Potevamo fare un percorso diverso, c’ erano arrivate veramente tante richieste e proposte anche assurde da parte della TV, ma quello che volevamo fare noi era suonare, quindi con l’aiuto di Luca Zannotti (di Musiche Metropolitane) abbiamo messo su un tour e siamo partiti, lasciando perdere tutto il resto, ne avevamo bisogno. Certo, non ci aspettavamo di suonare così tanto, ma è volato, rifarei un tour del genere altre 100 volte.

Ci divertiamo moltissimo! La nostra forza è il palco, è la nostra energia, è proprio un esigenza, ci piace proprio stare lì sopra e raccontare a modo nostro la nostra storia al pubblico, e ci piace far partecipare anche loro, non solo farli ascoltare.

Adesso non siamo più in due, abbiamo lla band che ci accompagna, ma non abbiamo perso il momento duo con i nostri “aggeggini”, come siamo nati e come ci piace farci vedere.

 

Raccontateci un aneddoto avvenuto durante un concerto. Immagino vi siate esibiti nei ‘migliori’ club dello stivale.

Ci siamo fatti davvero dei bei locali, e tutti sono stati belli, ognuno a modo suo, perché comunque sempre stracolmi. Bé, boh, ne sono successe davvero tante, fuori e dentro il palco, diciamo che una volta ci è arrivato un reggiseno rosa sulla faccia, e un altra volta ho beccato una farsi la foto con la mia pandina: non riuscivo a capire.

 

Secondo dati raccolti alcuni mesi fa, siete tra i gruppi italiani più social, nella top10 delle band indie. Scelta promozionale o attitudine generazionale?

La nostra pagina facebook con la TV è cresciuta molto, diciamo che gli ha dato una bella spinta per poi continuare a cresce durante il tour. Non saprei, abbiamo sempre usato a modo nostri i social, nel modo più naturale possibile, infatti ci siamo sorpresi anche noi di quella statistica!

 

Come va con le groupie?

Con le groupie? Dipende, volendo bene, ma siamo sempre stati dei fresconi per queste cose, davvero, credimi, spesso le facciamo fuggire.

 

…e con lo swing? (Cipo non barare, abbiamo i testimoni.)

Cipo: ahhh!! in realtà sono durato poco con lo swing, sono rimasto indietro con le lezioni, mi tornava un po’ scomodo perché era durante l’ora di cena, spero di riprendere, sono un ottimo ballerino.

 

Flop, il nuovo disco di Cecco e Cipo- foto di Niko Giovanni Coniglio

 

Il ‘secondo album è sempre più difficile’ cantava Caparezza. Con Flop, il nome del vostro secondo album, avete messo  le mani avanti: mal che vada potete sempre dire di averlo pronosticato. Cosa ci troviamo dentro?

Esatto, se va bene diventa una cosa ganza, se va male, l’ avevamo comunque detto.

Sono 13 tracce, a questo giro si parla di un sacco di cose, d’ amore, e ancora d ‘ amore, di attualità, di noi, di nostalgia, si varia anche di genere, rap, pop, folk, ma il tutto sempre alla Cecco e Cipo, insomma una bella pentola, speriamo che piaccia!

 

Non voglio dire è il vostro ultimo singolo. Parla di una ragazza, di un mondo di apparenze. Ci raccontate qualcosa di più?

Non Voglio Dire è stata una della prime canzoni che abbiamo scritto, e fin dall’ inizio avevamo deciso che quella sarebbe diventato il singolo. infatti così è stato.

Parla di una commessa che sogna di diventare una velina, in realtà però è più una metafora alla vita di tutti i giorni, sia nelle grandi e nelle piccole cose, spesso capita che per riuscire ad ottenere quello che vogliamo, dobbiamo scendere a compromessi, nel lavoro, nello spettacolo, nell arte, spesso accade, purtroppo, quale migliore esempio se non quello di una povera ragazza che vuole diventare una velina? con però, un piccolo test da superare, per arrivare lì, dove vuole lei.

 

+ INFO:

Guarda la puntata di Riot Van Story Telling con i Cecco e Cipo:
https://www.youtube.com/watch

Sulla loro pagina facebook trovate tutte le date del tour:
https://www.facebook.com/ceccoecipoband/?fref=photo.

Qui invece il disco da ascoltare su spotify:
 https://play.spotify.com/artist/0VbUbw58jB5hpnWdWMB3AJ

Le foto sono di
Niko Giovanni Coniglio