CONSIDERARE LE BANALITÀ AIUTA L’INTELLIGENZA: RECENSIONE DI “MI SONO PERSO IN UN LUOGO COMUNE”

(Questa è la recensione all’ultimo libro di Giuseppe Culicchia, un dizionario dei luoghi comuni. Abbiamo scelto di presentarlo e consigliarlo usando la medesima forma).

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RECENSIONE: Può essere lunga o breve, chi vuol essere originale la scrive parodiando lo
stile del libro recensito.

TITOLO: A volte non basta a descrivere il volume e si accompagna con un sottotitolo. In
questo caso “Dizionario della nostra stupidità”.

DIZIONARIO: Libro che non è mai abbastanza consultato. Se ne può utilizzare la forma a fini comici, vedi alla voce CULICCHIA, GIUSEPPE.

CULICCHIA, GIUSEPPE: Scrittore torinese di origini siciliane. Ha pubblicato libri per vari editori, l’ultimo è “Mi sono perso in un luogo comune”, elenco puntuale e comico di tutte le banalità che pronunciamo.

LUOGO COMUNE: Frase fatta, pensiero scontato condiviso da un gran numero di persone, in cui incappiamo almeno una volta in ogni discorso. Questo libro ne contiene molti, accompagnati da riflessioni o battute che ne svelano l’inconsistenza.

DEFINIZIONI: Quelle di questo libro sono scritte con precisione, a volte caustiche, sempre puntuali. Segnalo, tra le tante: “FUFFA è tutta. Vedi PARTITO DEMOCRATICO”.

(AUTO)IRONIA: In questo libro se ne trova molta, altrettanta ne serve per apprezzarlo davvero senza sentirsi offesi.

AUTOFICTION: Raccontare la propria vita in chiave narrativa e finzionale. Se ne trovano
alcuni estratti fra le definizioni di questo libro: frammenti di socio-geografia torinese,
aneddoti sul mondo dell’editoria, istantanee di vita privata dell’autore. Serve a farci sentire più vicino lo scrittore, a considerarlo un essere umano come noi, solo un po’ più pignolo.

SPECCHIO: Questo libro, ogni libro (?), lo è. Qua troviamo riflessi gli automatismi del
pensiero, i percorsi obbligati di certi ragionamenti che ci accomunano quando parliamo di un argomento in voga senza saperne più di tanto.

IMPARZIALITÀ: Spesso si invoca quella totale. Poche volte l’autore la osserva, lasciando
spazio a opinioni personali ma sempre memorabili.

CONSIGLIO DI LETTURA: Si dispensa a favore dei libri che ci sono piaciuti. In questo caso: Giuseppe Culicchia, Mi sono perso in un luogo comune.Dizionario della nostra stupidità, Einaudi, 2016.