CELLIVE! UN VERO ROCK FESTIVAL

Cellive è un Festival diverso. Non lo è tanto per la scelta degli artisti, della formula, dell’allestimento. È diverso perché è un piccolo ma grande festival (grande nella programmazione, con band di vertice dell’indie del nostro paese), ed è un grande festival di paese. E con paese non intendo una cittadina di provincia, intendo un piccolo agglomerato di case tra le colline incastonate tra la Valdisieve ed il Valdarno, non distante da Firenze eppure lontano anni luce dalla città. Un grande festival di campagna.

 

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TheGiornalisti sul palco di Cellive!

 

E l’aspetto più sconvolgente è che a tirar su Cellive sono i ragazzi del posto, che hanno deciso di ribaltare i più biechi stereotipi sulla vita di provincia. “Non c’è niente da fare”: eccoli, allora, radunati al circolo attorno a cui sono cresciuti, pronti a tirar su, da soli, il festival a cui avrebbero sognato di andare. Il festival a cui avrebbero voluto essere presenti. Solo che non sono andati a cercarselo, lo hanno tirato su da soli, proprio di fronte al circolino in cui sono cresciuti.

Dobbiamo essere sinceri, pur accettando subito di dare il nostro contributo con Riot Van, quando i ragazzi di Cellive ci hanno detto quello che sarebbe stata l’edizione di quest’anno, siamo rimasti un po’ sorpresi. Siamo passati da band delle nostre zone che cantavano in inglese, a band totalmente in italiano tutte di fuori Firenze. Un cambio drastico nella scelta del panorama musicale, e poi un giorno in più. Il sabato dedicato all’arte teatrale e al mangiar bene.

Non semplice replicare il successo perdipiù raddoppiare le date, il lavoro è tanto. Sempre più difficile poi proporre buona musica, ancor di più farla ascoltare. Organizzare un evento come Cellive comporta sacrificio, passione e tempo libero dedicato solo a quello, a farsì che tutto vada per il verso giusto.

Ma la differenza tra Cellive e un qualsiasi festival indie sta nel contatto: ogni membro dell’organizzazione, come ogni artista, si rende perfettamente conto di un dato fondamentale: ognuno ha il proprio ruolo nel mettere in piedi una cosa irripetibile, ognuno è complice nel miracolo di mettere al centro la provincia ed il centro in periferia. I vecchi della briscola, le famiglie col passeggino, i giovani dei paesini: tutti nella stessa piazza, di fronte ad artisti che il giorno prima ascoltavi su Spotify.

Dopo la conferma delle Echiduo, con il loro delicato sound acustico, è stata la volta deiSiberia, formazione new wave che paga pegno ai grandi del genere, dai Joy Division ai Diaframma, e che con sonorità dark ed energia cupa scalda la pista dei Cellive.

Poi la sorpresa delle Grandi Navi Ovali: una band “quasi improvvisata”, nata la scorsa primavera ma già forte di un EP di tutto rispetto. La voce della band, anima dell’etichetta Maciste (che ha anche lanciato i fiorentini Cento), è un vero animale da palco. La poetica di Vasco Brondi e l’ironia dello Stato Sociale e l’elettronica dei Cani: ecco la musica degli anni zero tutta fusa in un unico progetto incendiario e dall’alto tasso psicotropo.

E poi, ovviamente, i Thegiornalisti. La band punta dell’indie cantautorale, che paga tributo a Venditti e a Lucio Dalla e che canta in modo acuto (e con voce straordinaria) dolori e amori generazionali, con tastieroni e chitarre capaci di far cantare a squarciagola un intero paese.

Un grande abbraccio, perché a volte anche la provincia è grande.

Altre foto di Cellive! le potete trovare qui: Studio Fotografico Matteo Azzaroli

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