BLOGROLL: ALLA RICERCA DI UNA DENUNCIA PER JENUS. DON ALEMANNO

di Mattia Rutilensi e Salvatore Cherchi

 

Con una pagina facebook ben al di sopra dei 90000 fan e una serie pubblicata dalla casa editriceMagic Press l’autore di Jenus non se la passa proprio malissimo in questo momento. Ma, come ci ha spiegato nell’intervista, gli manca ancora qualcosina per essere veramente felice, una bella denuncia. Sarà per questo che ha intrapreso un tour in alcune città italiane per incontrare i suoi lettori? Chissà… Se volete scoprirlo di persona qui trovate tutte le informazioni sui prossimi eventi. Noi siamo andati a trovarlo allo Stratagemma a Firenze e prima dell’incontro con i fan ci ha concesso il suo tempo per questa chiacchierata.

 

La storia ufficiale di Gesù la conosciamo un po’ tutti, raccontaci ora la tua versione. Come e dove nasce, come si sviluppa e diffonde ecc…

L’idea iniziale, per diffondere il verbo, era quella di far uscire le vignette sia sul web che su una Free Press, perché immaginavo che l’idea potesse avere un certo riscontro, non della portata che ha oggi ovviamente. Così iniziai a cercare il supporto cartaceo, e l’idea della Free Press, supportata da inserti pubblicitari e pubblicata periodicamente, a episodi, distribuita poi manualmente, sembrava la cosa migliore, ma il problema riscontrato subito è stato, viste le tematiche affrontate, quello di trovare i finanziatori. Nessuno si voleva azzardare a mettere la propria pubblicità, e quindi finanziare un fumetto che facesse satira religiosa. Questo avveniva intorno a giugno, luglio, 2012, quando avevo pubblicato le prime due vignette su internet. Il concept invece nasce in modo molto semplice. Premetto che io non sono un fumettista. Molte volte mi chiedono “ma prima di Jenus, cosa hai fatto?”, nulla, facevo tutt’altro. Ho fatto l’informatico, ho lavorato in cooperative agricole, ho fatto il parrucchiere gay, il parrucchiere etero, a seconda di come andava, il porno attore, anche qui sia gay che etero, a seconda del periodo. Poi un giorno, mentre guardavo Il re dei re, mi è venuto in mente questo: ma se prendessi il personaggio di Gesù e provassi a utilizzarlo come un supereroe? Perché lui ha dei super poteri fighissimi, per esempio è immortale, o meglio, può morire, ma resuscita, ed è in grado di far resuscitare gli altri. Quale altro supereroe è immune alla morte? Poi se c’è io non lo conosco…

 

jenus

Sì, in realtà nell’universo Marvel qualcuno immortale c’è…

C’è? Bé ma tanto qualche scappatoia per farlo morire la trovano sempre. Resta il fatto che l’immortalità è un potere pericoloso, significa che non puoi avere fine, non può esistere qualcosa, o qualcuno, più forte di te, sovvertirebbe il principio per cui un supereroe può incontrare qualcuno più forte. Invece lui è immortale. Chi c’è più forte di lui quindi? Nessuno, forse il padre. Sì, il padre. Cosa succederebbe allora se lui si trovasse oggi tra noi? Ma soprattutto, come farlo apparire come un supereroe -che può picchiare le persone- se lui è Gesù Cristo? Ho risposto a queste domande semplicemente: lui viene mandato sulla terra, ma nella caduta batte la testa e perde la memoria. Questa cosa l’ho pensata mentre ero in bagno e cagavo.

 

Ma non è che alla fine muore crocifisso a 33 anni? Ci sarà un colpo di scena…

Per rispondere a questa domanda dovrei fare uno spoiler, e non mi sembra il caso. Fai conto però che le vicende di Jenus parlano del Gesù Cristo che è già morto, risorto e asceso. Lui, nel fumetto, arriva sulla terra quando Papa Ratzinger abdica, e le vicende si sviluppano per un periodo di tempo che non vi posso svelare. Ma se seguite la storia troverete tutte le risposte che cercate, proprio tutte.

 

Quindi dobbiamo avere fede…

No, no. Dovete avere fiducia, non fede. Sono due cose diverse.

 

Sei stato oggetto di critiche, anche pesanti, da parte dei così detti “catto-bigotti”. Nonostante questo sei riuscito a portare la tua opere dal web al cartaceo, supportato da una casa editrice come la Magic Press. Si può considerare una vittoria?

Precisiamo che molte case editrici hanno rifiutato Jenus, perché lo ritenevano “pericoloso”. Fortunatamente ho trovato gente più malata di me. La Magic Press mi ha accolto a braccia aperte e son stati da subito propensi alla pubblicazione. Ma non è stato così facile, ti dico una cosa che non so nemmeno se posso dire, ma me ne fotto e la dico lo stesso. Nel libro che raccoglie “le pillole” (le strisce a fumetti della pagina Facebook di Jenus, ndr), se vai all’ultima pagina, il nome della tipografia che ha stampato il libro è inventato. Si è fatto una gran fatica a trovare una tipografia disposta a stamparlo, e l’unica che ha accettato, alla voce “stampato presso”, ha messo un nome fasullo perché avevano paura. Succedono cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.

 

Sembra quasi assurdo. Quindi non è ancora tempo di fare liberamente satira religiosa?

Ti dico, è un problema che non mi tocca. Io la faccio ugualmente. Se le persone apprezzano o meno, se ridono o si incazzano, a me fa solo piacere. Il problema è quando tu fai qualcosa e questa viene ignorata. Se invece ti incazzi, o ridi, stai dando importanza a quella cosa, ti ha smosso, ha toccato un nervo scoperto. Poi ci sono casi in cui la satira verso certi temi potrebbe essere affrontata meglio. Io non voglio insegnare niente a nessuno, però se devo dire la mia, credo che troppa gente accomuni facilmente la satira religiosa alla bestemmia o alla blasfemia. Non è così, la satira vuol trasmettere qualcosa, e per farla hai bisogno di conoscere il tema che stai trattando, se non sai di cosa stai parlando, non puoi fare satira. Di questo puoi avere fede, non fiducia, è un dogma.

 

una delle pillole di Jenus

Una delle pillole di Jenus (fonte: Pg Facebook Jenus)

 

Possiamo allora dire che c’è una sorta di superficialità, da parte di chi punta il dito contro la satira religiosa, nella conoscenza del tema?

Chi si incazza di più, generalmente, è un bigotto, ed è quello che ha meno conoscenza della sacre scritture. Chi invece è padrone dell’argomento, ha la capacità di separare le cose, capisce dove si ferma “il mito” e inizia il messaggio, l’insegnamento, conosce il percorso storico che hanno portato i testi a divenire “sacri”. Ha una maggiore visione critica del tema.

 

Questi attacchi poi, spesso passano più che per via diretta, per segnalazioni via Facebook. Immaginiamo che ne avrai ricevute a migliaia, e che avrai rischiato di chiudere il profilo più volte.

Sì, è successo. Gli account che fanno capo alla pagina son stati bloccati più volte, ma io ne ho talmente tanti che da questo punto di vista possono solo baciarmi il culo. Ho notato una cosa però, non so se sia una regola, ma credo di si. Facebook blocca i contenuti segnalati delle pagine solo quando queste sono sconosciute o semi sconosciute. Quando avevo mille, duemila seguaci, alle prime dieci segnalazioni la pagina era bloccata. Quando ho raggiunto cifre elevate (oltre novantamila ad oggi, ndr) non son stato più bloccato. E vien da pensare che più sei seguito, più sarà alto il numero delle segnalazioni. Non so perché, probabilmente più seguaci hai più crei un potenziale traffico utenti che a Facebook fa comodo avere, per inserzioni pubblicitarie ecc… quindi non ti bloccano. Ma se sei piccolo, non hanno pietà.

 

In altre tue interviste hai sempre dichiarato di aspettarti una denuncia prima o poi, anzi, dici proprio di volerla. Perché?

Magari, ma è utopia. Una bella denuncia per vilipendio alla religione. Ci sono ancora degli articoli del codice civile che la prevedono. Però, purtroppo, per ora solo minacce e nessuno che le abbia concretizzate.

 

Se tu dovessi ricevere una denuncia e vincere la causa, sarebbe un’arma a tua favore nei confronti di chi punta il dito contro te e la tua satira?

Certo, ma anche se non la dovessi vincere sarebbe fantastico. Ti faccio un esempio, prendiImmanuel Casto. Lui, per quanto a molti non possa sembrare vedendo le cose che fa, è una persona di grande cultura. Lo so perché ho collaborato con lui e i suoi produttori, ho disegnato una carta per l’espansione di Squillo (gioco di carte da tavolo, ndr), La Beata Geisha, si riconosce perché ha la faccia di un’attrice italiana. Comunque, parlando e lavorando con loro ho capito che quando tu fai qualcosa, bene o male non importa in questo caso, se arriva qualcuno che con una denuncia vuole resettare il tuo lavoro, per te è un bene. A loro è capitato che una parlamentare, con una mozione, richiedesse il ritiro dal commercio del gioco Squillo. Di questa cosa ne hanno parlato tutti i giornali italiani, e il risultato è stato che le vendite si sono impennate a dismisura. Quindi io aspetto come una manna dal cielo una denuncia per vilipendio alla religione. Solo che tutti parlano, ma nessuno lo fa. Perciò faccio qui un appello: a chiunque fosse così impavido, e idiota, non lo dica e basta. Lo faccia. Vada dai carabinieri, e possibilmente si filmi, così possiamo anche avere una testimonianza della faccia dei carabinieri davanti a chi gli fa perdere tempo con queste stronzate. E poi ci vediamo in tribunale. Così Jenus diventa veramente famoso. Speriamo in bene per il 2014.

 

Lo mettiamo tra i buoni propositi per l’anno nuovo. Una denuncia all’autore di Jenus.

Certo, facciamo un bel fioretto, una Class Action… non lo so. Ci vorrebbe una cosa seria: un tradimento. Del resto il mito della crocifissione funziona proprio perché c’è il tradimento, e ne parlo nel terzo numero di Jenus di questo. Il mito della crocifissione che prende forma e valore grazie a Giuda, il traditore. E qui il principio è lo stesso, Jenus ha bisogno di qualcuno che si reputa un suo grandissimo fan, e che poi lo tradisca. Ma è utopia anche questa.

 

Don alemanno

Don “Riot” Alemanno

 

Cambiando discorso, quali sono i tuoi riferimenti culturali, oltre le Sacre Scritture? A chi ti ispiri per disegnare e creare le tue storie? Sei un avido lettore di fumetti?

In ambito fumettistico direi Leo Ortolani, ma ovviamente con le dovute proporzioni, me ne rendo conto. Da lui ho avuto grande influenza per l’impostazione delle sceneggiature e per il ritmo comico, in particolare nelle pillole. Per il disegno direi Akira Toriyama, anche qui con le dovute proporzioni. Ho letto moltoToriyama, Tetsuo Hara, Rumiko Takahashi, e in generale manga. Opere italiane, eccetto Ortolani, poco e niente. Mi piacciono le graphic novel americane, la saga di Civil War ecc… ma non sono mai stato un lettore assiduo o accanito, perché non tutto mi piaceva, anche all’interno degli stessi fumetti poteva esserci qualcosa che mi piaceva e divertiva molto, e allo stesso tempo qualcosa che mi annoiava.

 

C’è qualche fumetto tra quelli, come Jenus, nati e cresciuti su Facebook, che vorresti consigliare? Qualcuno che ti piace particolarmente, che segui, che pensi sia meritevole di attenzione.

Direi Drizzit, Sacro/Profano, di cui conosco anche l’autrice, Mirka, molto simpatica, al Lucca Comics di quest’anno eravamo dirimpettai. Mi capita spesso di leggere Sketch & Breakfast, anche con loro siamo amici, e Zerocalcare. Purtroppo il tempo che ho per leggere è molto poco, sto preparando il numero quattro di Jenus e vado al ritmo di 3 tavole al giorno. Però, aggiungo, ad averne sempre così poco tempo. Anche se questo non lo definirei un lavoro vero e proprio, andare a zappare la terra è lavoro. Se poi devo proprio consigliarvi un fumetto, è il prossimo che farò io. Non posso dirvi nulla ancora, ma appenaJenus si conclude, tirerò fuori una bomba che non potete nemmeno immaginare, e state attenti che non vi esploda nel culo.

 

Hai letto il libro A volte ritorno, di John Niven? Ci sono molte analogie con Jenus.

No, non l’ho letto, ma tu sei la sesta persona che, nel giro di un mese, me lo chiede, perciò appena posso lo leggerò.

 

Va bene, vuoi salutare qualcuno? La mamma a casa, gli amici…

Tu scherzi, ma mia madre mi segue davvero, ed è pure credente. Ho un sacco di fan cattolici. Da poco un blogger ha scritto un articolo su di me, su Jenus, è ha detto: Se Don Alemanno avesse voluto deridere e schernire il personaggio di Gesù, non l’avrebbe fatto diventare il protagonista della sua opera, ma una macchietta. Invece nel fumetto Gesù è il più figo di tutti, e se ti voglio deridere non ti faccio diventare il più figo, sarebbe una contraddizione. Perciò già da questo potete capire che il mio intento non è sfottere la religione, ma rivedere un personaggio sui cui è stato detto tanto, così tanto, che spesso son state dette un sacco di stronzate che nulla avevano a che vedere col messaggio originale. Detto questo, ciao mamma!