BASTA ROMANZI. LETTERA APERTA A FRANCESCO BIANCONI

…a proposito della sua ultima fatica letteraria: La resurrezione della carne.

 

Francesco Bianconi

 

Caro Francesco Bianconi: torna a scrivere canzoni per favore.

Quando (ti) racconti accompagnato dalla musica fai emozionare, ci commuovi e ci convinci. Ci fai immedesimare nelle storie di cui canti e magari riusciamo pure a seguire uno dei tuoi consigli, anche se dubito che qualsiasi ascoltatore dei Baustelle sia mai riuscito a stare davvero un giorno intero senza navigare sulla Rete.

Quando però provi a regalare, anche se considerati i diciassette euro dell’edizione Mondadori non è proprio corretto parlare di regalo, una storia attraverso le pagine di un romanzo qualcosa si inceppa. Sei bravo a scrivere, questo lo sapevamo, e se ne ha conferma leggendoti. Però non basta essere bravi per scrivere un libro. Specialmente un libro come lo vorresti fare tu, di quelli che sappiano coniugare il dramma interiore dell’uomo di fronte alle piccole e grandi tragedie e la critica sociale al nostro presente.

Lo sappiamo tutti che Milano è una grande città, la capitale della moda e delle mode, nonché la tua città. Lo sappiamo che hai studiato, che conosci la filosofia, la letteratura e anche il cinema, non c’è bisogno che lo rimarchi ogni poche pagine con citazioni in lingua originale, con lunghi inserti e dibattiti sull’uso del termine “felliniano”. E, cosa fondamentale, lo sappiamo tutti che sei il cantante e compositore dei Baustelle, non c’è bisogno che tu scriva intere pagine come fossero testi delle tue canzoni. Le abbiamo già sentite Diorama,  Antropophagus, Colombo e ci sono piaciute molto, solo che non abbiamo voglia di rileggerle.

E sì, sappiamo anche che certi ambienti, certi locali certe discoteche certe mostre, spesso sono vacui, frivoli e privi di alcuno spessore umano e morale. È un brutto mondo, lo sappiamo. Ma se questo è quello che offri tu per raccontarlo e per dare un’alternativa, allora, per favore, torna a scrivere canzoni che di romanzi così ce ne sono già troppi.

 

laresurrezionedellacarneIntendiamoci: i tuoi libri si fanno leggere, non sono brutti. A cercare bene si trovano delle frasi che spiccano, dei momenti appassionanti; delle piccole perle che illuminano il resto del grigiore. Tuttavia a lettura conclusa non ti resta nulla di più di quello che hai già dato con i tuoi dischi. E a che pro scrivere di un argomento se si è già detto tutto in altro luogo?

Prevedo la tua obiezione: c’è roba molto peggiore in giro e potresti scrivere male di tanti altri. Perché mi rivolgo proprio a te allora? Perché tu hai talento, lo hai dimostrato nella musica, non sprecarlo nella letteratura, non è il tuo forte.

Perciò regalaci un bel seguito di Fantasma e chiudila con i romanzi. O, se proprio vuoi continuare, prova a scrivere di qualcosa che non abbiamo già sentito nelle tue canzoni, ancora meglio se ambientato fuori Milano e Siena e con personaggi che abbiano poco o nulla a che fare con te e con il tuo passato.

 

Un tuo affezionato ascoltatore,

Mattia Rutilensi