SE IGNORI DEL TUTTO QUALCOSA MA ANNUISCI MECCANICO: SULLA RIMOZIONE D’UN MERCATO E DISCUSSIONI AL RIGUARDO

«Gli angeli del Bellow è la molesta e selvaggia satira che non si leggeva sui muri di Firenze dai tempi del lalli galli.» Anonimo su muro di Firenze

 

Il degrado comporta spesso una decisa opera di sottrazione e nemmeno le strutture solide, trecento metri² di tettoia piantati mediamente bene al terreno, si salvano. Dunque via libera della giunta e addio mercatino delle pulci in piazza dei Ciompi, Firenze. Causa, scopro fingendo competenza: bonifica dall’amianto. Oltretutto l’insieme a molti appariva fatiscente, scricchiolante e inadeguato, così amen. Ne sarà temporaneamente fatto uno nuovo nei paraggi, lucido e moderno e biancastro come un’astronave.

Bene.

 

Uno

Una intensa giornata di lavoro alla Loggia del Pesce

 

Era stata l’ASL a indicare al Comune la rimozione dopo segnalazione di residenti previa esposto al Comune stesso, alla ASL stessa e alla Arpat, sigla che sta per Agenzia Regionale Protezione Ambientale, il cui simbolo è un occhio spalancato tipo Alex di Arancia Meccanica con filare di cipressi all’interno. Il materiale incriminato sarebbe presente in loco dagli anni sessanta (alza lo sguardo sognante al cielo il tizio che mi chiarisce le cose: «ah… il sessantotto») e qualche premura ha iniziato a manifestarsi con cadenza crescente nell’ultimo periodo. Beghe iniziali sui costi – saranno i venditori a sobbarcarsi le spese di smaltimento dell’eternit o meno? Etc. – e sulle nuove sedi del mercato sia mensile che giornaliero («i ventisette operatori del mercato giornaliero delle Pulci andranno in largo Annigoni, mentre i cinquantasette commercianti di quello mensile troveranno casa nell’area coperta di piazza Ghiberti» spulcio in qualche articolo per rimediare le lacune).

Però alla fine il perimetro è stato sgomberato e tocca vedere cosa accadrà, interrogativo che nel quartiere assilla parecchi (il dato inquietante «solo io non ne sapevo un tubo?» obbliga a informarmi ulteriormente per evitare il pubblico ludibrio la mattina mentre ordino il caffè).

 

«prima con quelle baracche la piazza era orrenda, ma adesso senza quelle baracche la piazza è orrenda»

 

Come preventivato, la riqualificazione tira in ballo svariati temi e non mancano spunti degni di nota verso i quali è gustoso drizzare le antenne. Partendo dai bordi, un’opzione sarebbe chiudere con vetrate la loggia del pesce rendendola una ciclopica teca da serpenti per l’esposizione di qualcosa, ma pure sottraendola al proprio ruolo basilare di (sostengono alcuni) stanza da letto per senzatetto. Chiacchierando con residenti mi interrogo se io abbia mai visto un senzatetto dormirci al riparo e magari non ricordo perché (a) le ore di sonno dei senzatetto coincidono con i rientri a casa alticci di chi sta scrivendo o (b) forse il senzatetto ero io.

Poi c’è l’area della piazza propriamente detta, sulla quale convergono numerose impressioni di coloro con i quali capita di discutere girovagando lì attorno come un maniaco munito di buste della spesa.

Una constatazione interessante è l’aspetto positivo e propositivo di specifiche analisi che puoi ascoltare («prima con quelle baracche la piazza era orrenda, ma adesso senza quelle baracche la piazza è orrenda») unita ad altre talmente entusiastiche da spingere l’ascoltatore a credere si stia parlando d’un Eden tropicale che soltanto al sottoscritto è sfuggito: «vedi ora, è uno splendore.» Mi volto. Sopra una quadrangolare gettata di cemento spoglio si erge un pino calante sul lato destro, circondato da recinzione verde-bile dove pesante si appoggia una ruspa.

«Sì, bellissimo» confermo.

 

Due

Una storica panoramica del mercato delle pulci in piazza dei Ciompi

 

Ulteriori spunti di confronto: le vecchie sedi del mercato ricoperte da eternit erano degradanti e andavano rimosse il prima possibile ma, rimuovendole, sarebbero rimasti per qualche tempo i rottami e subito ci avrebbero nidificato gli spacciatori, generando un intrigante serpente che si mangia la coda (qualcosa svilisce un posto e lo togli. Il toglierlo svilisce lo stesso posto.) Viceversa più stimolante perché meno ricorrente è la suggestione Al Posto del Mercatino ci Mettiamo Stand per Street Food che certi informatori segreti riportano, anche sulla base di parole dette/rimangiate/ricalibrate provenienti dall’amministrazione. Streed food e Firenze, una relazione nuova ma già strettissima e ambivalente, talvolta risorsa («apriamoci al mondo con lo street food»), talvolta spauracchio («Piero vai subito a dormire altrimenti arriva lo street food.»)

 

Comunque, ad ogni nuovo parere o sospetto strisciante – niente sarà più come prima/vedrai in piazza dei Ciompi ci fanno il nuovo stadio – annuisco come colui che sappia alla perfezione di cosa si parla e rimango in attesa dei famosi sviluppi, preventivamente scuotendo la testa con fare disilluso: erano così carini qui e sarà la fine, signora mia. Qualsiasi cosa possa accadere.