BLOGROLL: TIASMO, PRIMA O POI L’AMORE ARRIVA E BISOGNA SCRIVERNE

di Mattia Rutilensi

 

Ci sono tantissimi blog personali su internet. Alcuni comici, altri polemici, alcuni tristi, altri felici. La maggior parte raccoglie tutte queste sfumature.

Uno di quelli che leggo più volentieri è Tiasmo, ed ogni nuovo post è una bella emozione. Qual è la forza di questo blog? Vengono fuori risate sincere quando si leggono le vicende di Enrica e della sua famiglia. Le normali situazioni tragicomiche della vita di tutti i giorni vengono presentate con così tanta naturalezza che è impossibile non immedesimarsi nella protagonista e ridere con lei.

Non basterebbe solo questo però a renderlo così bello. La caratteristica che rende i suoi post come le ciliegie, uno tira l’altro e si fa presto a trovarsi a leggerli tutti risalendo fino all’inizio del blog, è la capacità di emozionare i lettori con riflessioni tutt’altro che scontate su fatti e pensieri privati che con la magia della scrittura Enrica riesce a rendere davvero emozionanti per chiunque li legga. Alcuni esempi sono post come l’abbraccio o la verità, vi spiego, sull’amore o ancora il recentissimo il cuore è un muscolo volontario.

Dopo aver letto tutti i post mi era venuta voglia di parlare con Enrica, e ciò che segue è il risultato della nostra chiaccherata al telefono.

 

Prima di questo blog avevi fatto già qualcos’altro su internet o è la prima volta?

Sì, è la prima volta, non mi era mai passato per la testa, non sono neanche una grande lettrice di blog. Di lavoro faccio la copywriter in un’agenzia di pubblicità, quindi sono già nell’ambito delle comunicazioni, e mi era capitato di scrivere per internet. Ho aperto il blog senza grandi scopi: l’ho pensato come una cosa relativa ad un piccolo gruppo di persone. La verità è che l’ho aperto perchè la gente sapesse che mi ero lasciata dal mio fidanzato, non avevo più voglia di andare a spiegare. La motivazione più “becera” è stata questa. Poi il tutto mi è scappato di mano, e ha raggiunto queste dimensioni.

 

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Conosci il libro La parte migliore del giorno? Lì il protagonista apre un blog per descrivere i suoi pensieri quotidiani ma (SPOILER ALERT) quando raggiunge il successo lo chiude perchè, ricevendo tantissimo feedback dai lettori, capisce che non sta più scrivendo per sé ma solo per compiacere il pubblico. Tu hai programmato un termine per il tuo blog?

Io non ho programmato niente, ma la mia idea è che nel momento in cui non avrò più nulla da dire o da scrivere, o la cosa diventerà “alla Gramellini“, allora smetterò. Nessun blogger pensa “durerò per sempre”, almeno lo spero. Questa esperienza comunque mi ha portato anche tante altre opportunità, magari il blog non ci sarà più in futuro, ma ci sarà altro.

 

Infatti ho visto che scrivi anche per blogmamma…

Sì, ma quello lo faccio per amicizia, conosco personalmente la persona che lo gestisce. Anche se poi mi pagano anche (ride ndr). Il blog di per sé è stato una grande occasione, non me l’aspettavo.

 

Il tuo blog nasce, come scrivi anche nell’introduzione, dalla separazione. Di questo però non parli mai. Perchè?

La cosa è successa ormai un anno fa, l’ho metabolizzata. Non ne parlo perché non è più fondamentale per la mia vita. Ogni tanto però credo che esca fuori qualcosa. Quello che non avrei mai voluto, e spero non sia così, è che il mio blog risulti come uno sfogo scritto da una donna arrabbiata perchè è stata lasciata. La separazione è stata parte della mia vita, però non me l’ha rovinata, non è stata una tragedia o una cosa insuperabile.

 

Parliamo del rapporto con chi ti legge, su facebook hai un bel seguito. C’è qualcuno che ti scrive in privato perché si ritrova nelle tue storie, o per chiederti consiglio?

Io ricevo tantissime mail private, un po’ come se fosse la posta del cuore. È bellissimo che tipologie di persone diverse possano ritrovarsi nelle mie storie. Alcune per il fatto di dover affrontare la solitudine, altre invece, come le donne, nell’aspetto della famiglia.

 

Anche io vorrei aprire un blog ma mi blocco al pensiero che a nessuno possano interessare i miei fatti personali, tu ti poni mai questo problema?.

Me lo domandavo anche io, ma poi ho cambiato idea. Ti faccio un esempio: un po’ di tempo fa ho scritto un post sull’educazione sentimentale di una ragazzina degli anni 90’. Ha avuto tantissime condivisioni e in moltissimi mi hanno scritto dicendo che si ritrovavano appieno in quello che scrivevo. Questo non me lo sarei mai immaginata, perché quelle di cui ho parlato erano sensazioni e paranoie solo mie. Alcune cose saranno sempre più personali e altre più universali, però la verità è che se tu parli di te in maniera profonda e sincera, e senza tanti filtri, alla fine ogni persona è simile a tante altre, tutti quanti hanno avuto degli amori finiti più o meno male. Io penso che nel profondo ogni tipo di scrittura, anche il romanzo, nasca da questo: un’esperienza che può essere narrata. Io non seguo molti blog però mi sembra che ci sia un po’ di atmosfera desolante, tutti hanno voglia di esprimere un’opinione e pochi di raccontare.

 

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E di questi pochi cosa mi consiglieresti di seguire? Dimmene uno simile a te e uno differente.

A me piacciono i blog che hanno un’anima molto chiara, dove capisci esattamente di cosa si parla, dove c’è un format ben preciso. Ad esempio La filosofia secondo baby p, non molto conosciuto perché intellettuale, ma comunque carino. Tra quelli molto diversi… io come tutto il mondo adoro Zerocalcare, degli altri blog leggo cose, ma principalmente sboccoccellandole, senza seguire tutti i post. Mi piace molto Guido Catalano, anche lui di Torino, che conosco di persona.

 

 

Tornando invece al rapporto con chi ti legge : hai detto che molti ti scrivono perchè si riconoscono nei tuoi racconti, ma com’è invece il rapporto con le persone a te vicine? Il blog ha influenzato le conversazioni con le tue amiche, con tua madre? Ne ridiscutete offline oppure no?

Non molto devo dire, perché con le amiche abbiamo una sorta di pudore verso il blog. Non so qual è l’impressione che si ha dall’esterno, però dall’interno questa cosa del blog è naturale, non è strano che si leggano quelle cose, te le aspetti da me. Non c’è uno sdoppiamento tra me e la voce del blog, non siamo due persone diverse. Mia madre è stata presa per il culo una vita per il suo comportamento, non c’è nulla di strano. Io comunque cerco di non farne mai una descrizione negativa, una macchietta. Ci rido e scherzo sopra, però alla fine se leggi le descrizioni su mia madre poi la adori, non la odi. Io non ho mai usato il blog per attaccare nessuno, non è nella mia natura.

 

I bambini sanno del blog?

No, loro non sanno niente. Hanno visto la mia foto sul giornale dove sono stata intervistata (Tu style ndr) e mi hanno riconosciuta, ma non sanno nulla del blog. Loro comunque sono piccoli: Marta ha un anno e mezzo e Lorenzo tre, quindi non capirebbero granchè.

 

Che reazione ti aspetti per quando glielo dirai?

Penso che a loro resterà tutto questo, e sarà una bella cosa. Saranno più fortunati di me che ad esempio ho pochissime foto di quando ero bambina. A loro resterà questo “Diario della prima infanzia”, che potranno rileggere in ogni momento.

 

Carver si chiedeva “di cosa parliamo quando parliamo d’amore” mentre tu hai intitolato il blog “la verità vi spiego sull’amore”. Ma insomma alla fine si è capito qualcosa su questo amore di cui tutti parlano?

Carver è molto importante per me, ma se non l’ha capito lui ti pare che lo possa aver capito io (ride ndr)?! Comunque no, non ci abbiamo capito niente. L’altro giorno rileggevo una lettera d’amore e ho provato a togliere tutte le aggiunte e gli orpelli, alla fine è rimasto il concetto elementare dell’amore, cioè: “quando sei felice, io sono felice. Quando sei triste, io sono triste”. L’amore è una cosa che difficilmente ha bisogno di tante spiegazioni. Il punto è che sono solo parole, e le parole non sempre riescono a spiegare i sentimenti.

 

Come avevi già spiegato in un vecchio post, è la sera che ti metti a scrivere sul blog perché raccogli i pensieri della giornata. Ma non capita mai che ti vengano anche idee durante il giorno, che ti annoti da qualche parte magari e poi sviluppi meglio?

È molto difficile che succeda così. Io scrivo molto velocemente, non ho bisogno di impiegare tanto tempo. Scrivo poi come mi viene naturale, non pianifico né sistemo troppo il testo. Non volevo essere obbligata a scrivere in un tono solo, dopo un po’ sai cosa aspettarti, diventa prevedibile. Ad esempio quando ho scritto il post sulla depilazione della vagina… quello ha avuto tantissime visualizzazioni, ma non volevo continuare su quella linea perché diventavo scontata, artefatta.

 

Come è nata invece la collaborazione con Burabacio.it? La conoscevi di persona?

No, non la conoscevo. Ci siamo viste di persona solo qualche settimana fa quando è venuta a Torino, lei è di Perugia. Mi aveva contattato dicendo che leggeva il blog e le piaceva molto. Non ci eravamo neanche mai sentite per telefono, però ci siamo trovate bene, capisce quello che voglio ed è una persona molto carina, diretta. Il suo blog mi piace molto e sono stata molto fortunata ad averla trovata. Anche se in realtà non credo che il mio blog nasca per ospitare dei disegni. Anzi, qualcuno mi ha detto che i disegni confondevano la lettura. A me però piacciono moltissimo, e continuo a pensare che sia bello tenerli.

 

Grazie del tempo che mi hai concesso

Grazie anche a te, mi ha fatto piacere parlare con te

 

Ringrazio Salvatore Cherchi per l’aiuto con alcune domande

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