CONTINUEREMO A RIEMPIRE IL MONDO CON IL NULLA CHE PRODUCIAMO

In ogni storia che si rispetti, non possono mancare i cambiamenti.

Cambiano le stagioni, cambiano le leggi e cambia chi le leggi fa. Cambiano persino i sensi di marcia, è risaputo. Anche la nostra storia, che poi è anche la vostra, e che unite fanno la storia di Riot Van, sta vivendo un periodo di cambiamento: la nostra rivista da oggi sarà (quasi) interamente trasferita online. Un colpo di scena, un cambio di rotta, un cambio d’aria.

 

Foto editoriale_1

 

Per qualcuno di noi questa decisione non è che la conseguenza di un inevitabile destino, per altri una rinuncia, per altri un’opportunità. Ma dal primo numero del 2008, Pulp, tante cose sono cambiate: il mondo, i linguaggi, l’economia. Siamo cresciuti come i figli ingrati di una simpatica crisi che fa penare genti d’ogni dove, ed è in questo contesto, in questo mare d’incertezze e interrogativi, che abbiamo sempre cercato di mantenere viva la pubblicazione trimestrale del cartaceo di Riot Van. Ma oggi, dopo otto anni, questa pubblicazione si ferma.

 

Stampare una free press ha un costo, sia in termini economici che organizzativi, elementi che per noi, ora, non hanno più senso d’essere. Ecco che allora abbiamo preferito trasferire le nostre risorse su un supporto diverso, ma con gli stessi principi che ci hanno caratterizzato sin dalla nascita, perché siamo convinti che l’essere free press costituisca un cardine imprescindibile per Riot Van, al pari della qualità` dei contenuti.

 

Riot Vanners By Niccolò Gambassi

Riot Vanners By Niccolò Gambassi

 

Certo, anche noi siamo cambiati. Eravamo aspiranti grafici e giornalisti, per lo più. Oggi siamo videomaker, editor letterari, stampatori 3d, disegnatori, scrittori e grafici e giornalisti. Lungi da noi affermare che tutto questo abbia risolto i nostri problemi occupazionali o di precarietà del lavoro, si badi bene, ma ci ha reso più forti, e dopo averci pensato bene, e non senza sofferenze, abbiamo deciso di dare sfogo a queste energie in uno spazio diverso, con regole, stili e ritmi totalmente differenti.

Dobbiamo però precisare che il nostro sarà un trasloco “quasi” completamente digitale. Quasi perché, da bravi feticisti della cellulosa, ci porremo come obiettivo la realizzazione di un numero annuale su carta. Come detto, i tempi cambiano ma i principi restano.

 

La cosa che personalmente mi rincuora è vedere che dalla nascita di Riot Van ad oggi, il panorama di riviste free press fiorentine si è allargato enormemente, in modo stimolante ed eterogeneo. Da sempre distaccati dall’ottica della concorrenza, abbiamo considerato le riviste nate dopo di noi come un’enorme ricchezza per la città, le persone, la nostra cultura e la nostra crescita: un universo variegato, capace di fornire punti di vista, sguardi e approcci differenti al mondo che ci circonda.

 

Colgo l’occasione per ringraziare come sempre tutti i lettori, amici, conoscenti e colleghi per il sostegno, l’interesse e l’amore che ci hanno dimostrato nel corso degli anni e ancora dimostrano. E invito chiunque abbia voglia, tempo ed energie, a collaborare con noi, farsi avanti, proponendoci progetti nuovi, originali, sperimentali. Ci è sempre piaciuto cimentarci e sporcarci le mani. Questo non cambierà mai, a differenza di tutto il resto.

 

Mauro Andreani, direttore editoriale Riot Van