TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI IN TOUR A FIRENZE: GRAZIE MOLTISSIME!

I Tre allegri ragazzi morti in concerto all'Auditorium Flog di Firenze

I Tre allegri ragazzi morti in concerto all’Auditorium Flog di Firenze

“Alla fine l’evento principale del festival: luci bassissime,concerto incredibilmente intenso. Alterna momenti di apparente quiete a momenti di delirio. È lui, è ipnotizzato dalla sua stessa chitarra e intorno i rumori selvaggi, i tamburi del suo batterista. Io in uno stato di semi-incoscienza, praticamente stordito, come succede solo ai grandissimi concerti. Non sono capace di scrivere perché è più grande di me, non capisco perché perdete tempo a leggere questa recensione scritta con i piedi, […].”

Ebbene sì, i Tre Allegri Ragazzi Morti non si sono fermati all’ uscita del loro ultimo disco Nel giardino dei fantasmi, al tour estivo, a girare gli stadi con Jovanotti e al tour nelle capitali d’Europa. A quanto pare non erano stanchi e si sono tuffati, per chiudere in bellezza questo 2013, in un altro tour di 6 date nelle principali città italiane. Un tour rinnovato nella scaletta e dal titolo evocativo: GRAZIE MOLTISSIME! Tour. Evocativo perché, per chi conosce la band, GRAZIE MOLTISSIME! è un riferimento mirato alla dialettica di Davide Toffolo alias Eltofo, quello zombie peloso e surreale che, quando è sul palco, fa venire alla mente la figura di Andy Kaufman, l’uomo della luna di cui cantava anche Michael Stipe. Uno strabiliante concerto antologico dove si percepiscono tutte le anime del gruppo, con brani tirati fuori dai cilindri dei loro 7 album. Ed arriviamo al 9 novembre 2013, i TARM arrivano alla FLOG, la loro casa fiorentina, come la definisce lo stesso Toffolo. È un classico concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti, un gruppo dell’underground italiano sulla scena da quasi 20 anni (nel 2014 festeggeranno il ventennale di carriera, con succulente sorprese per i fan) e che, ovviamente, ha attraversato svariate generazioni. Di queste alla FLOG ne vengono rappresentate un po’, si va dai quindicenni neofiti al trentacinquenne che ritrova nelle loro canzoni la sua essenza. Il tempo scorre, all’interno della FLOG la temperatura sale man mano che ci avviciniamo alle 23:00 quando entra, finalmente, Eltofo. Alle loro spalle pannelli che riproducono le grafiche dell’ultimo album, una sorta di laico presepe animato completato da Andrea Maglia, chitarra presente nei live, vestito da pettirosso e da Enrico Molteni e Luca Masseroni vestiti da ragazzi morti. Ancora una volta siamo al punto d’incontro tra la matita e il plettro di Davide Toffolo. Applausi, grida e tante mascherine indossate: è l’inizio del concerto!!! La scaletta è qualcosa di eccezionale, canzoni che mai prima di GRAZIE MOLTISSIME! avevano trovato spazio nei live, come La Sindrome Di Bangs e In Amore Con Tutti. Si passa dalle sonorità più reggae di La Faccia Della Luna (contenuta in Primitivi del Futuro) al pogo scatenato che nasce spontaneo quando attaccano canzoni come Ogni Adolescenza e Mio Fratellino Ha Scoperto il Rock N Roll. L’inizio più soft lascia spazio a La Via Di Casa e La Mia Vita Senza Te e dopo sole 6 canzoni i Ragazzi Morti lasciano il palco, pochi istanti ed esce solo Toffolo che ci dice con la sua vocina: “La vita è cattiva ma non l’ho inventata io, il concerto è finito” e come la tradizione TARM vuole comincia a cadere su Eltofo una pioggia di “vaffanculo”.


Ovviamente il concerto non è finito e la musica ricomincia a fluire più potente di prima, tornano sul palco tutti e rinizia l’incredibile spettacolo della vita, l’incredibile spettacolo della morte! Ancora canzoni, tante, e ancora tanto pogo e tanta tanta partecipazione da parte del pubblico di Firenze. Dopo 2 ore di concerto ci avviamo alla fine, dopo lo stage diving di Masseroni sulle note di Mai Come Voi (una sorta di manifesto del “movimento” Tarm) e altro sudore versato dall’ormai madido pubblico è il momento di Come Mi Guardi Tu sulla cui base, lasciata in loop, escono di scena i nostri beniamini! Concerto strepitoso, c’è stato tutto come sempre, dalla buona musica all’interpretazione scenica eccellente di questo gruppo che in quasi 20 anni, volenti o nolenti, ha scritto un pezzetto di storia della musica italiana. Assistere a un loro show vuole dire imparare che non c’è modo più bello per per essere avvinghiati alla vita del nominare, convivere e giocare sul palco con la morte.